LA MARCHESA E SUO MARITO STANNO INSIEME DA 52 ANNI E GESTISCONO IL BAR DEGLI ASINELLI DAL 1982.


 
Si trova nel centro di Genova, tra i carrugi della città, più precisamente in Via Canneto il Lungo ed è un piccolo e intimo locale dove il tempo si è letteralmente fermato.


 
Il suo nome reale è la “Bottigliera Onorato Marchesa”, ma tutti lo conoscono come il Bar degli Asinelli,  lo stesso nome del vino aromatizzato che viene servito e che ne è diventato il simbolo.Nasce come un’enoteca e con il cambio di gestione nel 1982, la Marchesa, nonché l’attuale proprietaria, decise di sostituire solamente le botti con dei tavolini apparecchiati da classiche tovaglie a quadretti bianchi e rosse, che potete ancora trovare, per renderne più facile e comodo il consumo del vino sfuso al suo interno, lasciando totalmente invariato il resto  dell’arredamento, un particolare che oggi indubbiamente ne caratterizza l’ambiente. La scelte di renderlo un posto dove sostare e non solo un locale dove comprare il vino è stata sicuramente lungimirante, considerando che oggi la vendita del vino è limitata e comunque ostacolata dalle grandi distribuzioni.


 

Lei e suo marito Adriano, assieme da 52 anni, si occupano della gestione da 36 e servono questa specialità con una scorza di limone e talvolta con il ghiaccio, accompagnandola alla tipica focaccia unta e salata tagliata a cubetti, probabilmente dallo stesso arco temporale.


 

Questa bevanda, che viene consumata come aperitivo ma anche come digestivo, è molto conosciuta tra gli artisti, i poeti, i musicisti e i giovani universitari della zona, probabilmente tra le altre cose, invogliati dal suo prezzo che, come tutto il resto, si è fermato nel tempo, un bicchiere infatti non arriva ai 2 euro, ma tanto non illudetevi, non ci si ferma mai al primo bicchiere.Per la preparazione di questa bevanda, la tradizione prevede l’utilizzo del Vino di Coronata, aromatizzato con sedici erbe, tra cui due tipi di assenzio, la corteccia di china calissala, la radice di rabarbaro e di genziana, scelte e miscelate seguendo scrupolosamente le indicazioni di una ricetta segreta datata addirittura 1886. Da circa una trentina di anni ne detiene il marchio la ditta Vini Allara di Genova Prà. L'Asinello, questo corochinato biondo, altro non è che la versione ligure del Barolo chinato, una bevanda tanto conosciuta in Piemonte. Risulta abbastanza facile intuire che il suo nome sia collegato alla sua etichetta, la quale ne ritrae un asinello che trasporta due ceste.


 

Adriano, dopo avercene serviti un paio, ci ha consigliato di provarne anche la versione con il Campari, da lui chiamata “Giacomino”.



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