LA PAMPANELLA E QUEL SUO SAPORE LEGGERMENTE PICCANTE.


Angela e Antonio l'hanno portata a tavola dicendoci: "...è leggermente piccante...". Bene, ora io adoro il piccante, ma che questa lo sia solo leggermente, io non lo direi.

La Pampanella è un piatto tipico molisano a base di carne di maiale speziata, o meglio, ben speziata con aglio e peperoncino e infine cotta al forno. Il suo colore rosso fuoco tendente all'arancione lascia intendere molto del suo sapore. Il suo nome deriva da Pàmpino/Pampinus che in latino indica la foglia di vite in cui la carne anticamente veniva avvolta e cotta. Era una modalità di cottura utilizzata in passato per mantenere umida e tenera la carne. La vera definizione sarebbe "Carne di maiale cotta alla Pampanella". 

La sua zona di origine sembrerebbe San Martino in Pensilis, in quanto in passato i venditori di pampanelle erano principalmente sammartinesi, dico sembrerebbe perché non se ne esclude una provenienza pugliese. Per togliere ogni dubbio sulla sua origine, precisiamo che ad oggi la Pampanella di San Martino in Pensilis è riconosciuta a tutti gli effetti un piatto De.Co. (Denominazione Comunale).

Anticamente veniva preparata solo in occasione della festa della corsa dei carri "La Carrese" il 30 Aprile e durante la fiera annuale del 30 Agosto.

Attualmente è molto utilizzata la sua versione modificata che ne prevedere l'immersione nell'aceto e l'utilizzo della paprika piccante e dolce, versione da noi provata.

Una curiosità racconta che nell'800 i baroni più ricchi la mangiavano spesso, ma che pur essendo un piatto di valore e quindi non accessibile a tutti, era considerato un segno di inospitabilità, quindi era sconsigliato offrirla agli ospiti.


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