I CURZùL.

Essere Romagnoli e rischiare di non aver mai mangiato i piatti tipici della propria regione dovrebbe essere considerato un reato, ma è inutile bisogna ammettere che ci sono piatti più famosi di altri e conseguentemente più facili da trovare nei vari ristoranti e nelle varie osterie.

I Curzùl, che in dialetto romagnolo vogliono indicare i laccetti da scarpe fatti con stringhe di cuoio e che vengono chiamati così proprio perché la loro forma li ricorda pienamente, sono infatti una di quelle varietà di pasta all'uovo tipica romagnola, ravennate nello specifico, che rischia di venire quasi dimenticata o probabilmente sono stata io che fino adesso ho frequentato pochissimi ristoranti che li avessero come opzione nel menù.

Ieri sera per poterli assaggiare sono andata appositamente a cercarli, ESATTAMENTE (cit. intervista RadioDeeJay) prima mi assicurata di poterli trovare, poi ho prenotato un tavolo per cena.

Mi sono così ritrovata nel faentino, per l'esattezza al Ristorante la Canténa d'Serna situato in aperta campagna tra Faenza e Brisighella, in quella che un tempo era una semplice e piccola bottega alimentare e che a me entrando ha dato subito la bellissima impressione di essere a casa.

Le opzioni del menù mi hanno subito indirizzata verso la versione classica, Curzùl conditi con un sugo di scalogno e pancetta. Siamo nella terra della scalogno più famoso e riconosciuto IGP e proprio noi di To The Roots gli abbiamo dedicato un articolo all'inizio di questo nostro percorso, in più è inutile, mi ripeterò, ma anche Cracco lo sostiene e non possiamo certo contraddirlo: "se vuoi fare il figo usa lo scalogno".

La consistenza della pasta era perfetta e il sugo buonissimo, il binomio è assolutamente da promuovere in tutti i sensi, sarebbe davvero un peccato vedere scomparire questo piatto dalle nostre tavole.

anna_maria_fabbri