IL LARDO DI COLONNATA.

Ammetto ero scettica, anzi se devo essere proprio sincera, tutte le volte che il mio papà mi aveva proposto di assaggiarlo, avevo rifiutato senza volerne neppure sentire ragioni.

Poi arrivo a Massa Carrara e me lo ritrovo come un prodotto riconosciuto IGP e soprattutto trovo anche una frazione montano-collinare che gli ha addirittura dato il nome, così considerando il mio progetto in corso, mi rendo conto che è arrivato il momento di assaggiarlo.

E' stato una vera e propria sorpresa, io che fino a quel giorno avevo tolto con anche un certo fastidio il comune grasso dal prosciutto, ho trovato il Lardo di Colonnata un qualcosa di indescrivibile, nel vero senso della parola, un mix tra un affettato e una crema spalmabile, un alimento salato ma allo stesso tempo dolce. Con la sua consistenza omogenea e morbida e il suo sapore speziato è un compagno perfetto per il pane, ancor meglio se caldo.

Il Lardo di colonnata che è ricavato dallo strato adiposo che ricopre il dorso del maiale, non ha nulla a che fare con il semplice grasso che fa da contorno ai più famosi salumi.

La sua zona di produzione è rappresentata dal territorio denominato Colonnata, frazione del comune di Carrara famosa oltre che per il Lardo anche per le cave di marmo, che sono oltretutto un elemento fondamentale per la lavorazione e conservazione del Lardo stesso. E' proprio dentro alle conche, contenitori di marmo bianco a forma di vasca, che il lardo viene versato a strati alternati ad una mistura a base di sale ed erbe aromatiche, che possono variare a seconda delle diverse preparazioni, ma che come obbligatorietà devono trattarsi di erbe reperibili in natura sul versate carrarese. La sua stagionatura in queste conche deve essere necessariamente per un periodo non inferiore ai sei mesi. Il risultato è qualcosa assolutamente da provare.

anna_maria_fabbri