I GRISSINI.

 
Tutte le volte è la stessa storia, arriviamo al ristorante affamatissimi e ci ripetiamo "no, questa volta non mi abbuffo di grissini, se no poi mi rovino il resto..." e invece nell'attesa riusciamo sempre a finirli, se presenti sul tavolo.

I famosissimi Grissini Torinesi si narra siano stati inventati da Antonio Brunero un fornaio piemontese, anche se la vera paternità rimane molto discussa, sotto richiesta del medico di corte per nutrire il piccolo duca Vittorio Amedeo di Savoia il quale, per motivi di salute, non riusciva a digerire la mollica del pane. Il nome sembrerebbe derivare da "ghersin" che a suo modo prende spunto da "gherssa" il tipico pane piemontese a forma allungata, simile alla baguette francese per intendersi. Infondo il Grissino non è altro che un pane biscottato dalla stessa forma allungata.

La forma riconosciuta come tradizionale è sicuramente il "Robatà", che si pronuncia rubatà e che in piemontese significa caduto o rotolato, che ricorda molto la forma caratteristica dei grissini lavorati a mano.

Una curiosità racconta che Napoleone ne fosse ghiotto e che arrivò addirittura ad organizzare un servizio di spedizione che collegava Parigi a Torino, per poter ricevere e consumare giornalmente quelli che lui chiamava "les petits bâtons de Turin".

La loro facilità di conservazione, ne ha comunque contribuito la diffusione per tutto il resto del nostro paese.

anna_maria_fabbri