IL LAMPREDOTTO.


"Non puoi venire a Firenze senza mangiare il Lampredotto", è così che Francesco ci ha portati a fare la colazione dei campioni, una volta arrivati in città, alle 10 di mattina.

Non sapevo bene cosa mi stesse aspettando, ma ero abbastanza pronta, anche se forse me lo sarei gustata in un modo differente, se non avessi saputo esattamente cosa mi stavo apprestando a mangiare.

Il Lampredotto è uno dei quattro stomaci del bovino, l'abomaso e se il suo aspetto alla fine non è dei peggiori, la sua consistenza spugnosa, quasi gommosa, associata alla sua descrizione, ammetto non mi ha aiutata a gustarne il sapore.

E' un piatto povero molto comune a Firenze. Viene cotto a lungo in acqua con pomodoro, cipolla, prezzemolo e sedano e può essere servito sia impiattato come un bollito oppure utilizzato come ripieno del tipico panino toscano salato, il Semelle, di cui la parte superiore prima di essere utilizzata a copertura del panino, viene imbevuta nel brodo di cottura del Lampredotto.


Può essere consumato sia semplice che nella versione più piccante e accompagnato dalla salsa verde.

E' considerato "cibo di strada" nel vero senso della parola, infatti è possibile trovarne chioschi ad ogni angolo di Firenze, un po' forse come i chioschi della piadina per noi romagnoli.

Il suo nome deriva dalla lampreda, un vertebrato simile ad un'anguilla, un tempo diffusa nelle acque dell'Arno, per la somiglianza alla sua bocca.

Qui di seguito nel video il nostro amico Eddy ci presenta e ci serve la nostra porzione di Lampredotto.



Grazie Eddy!




anna_maria_fabbri