BISCOTTI DI PRATO.


"Diciamolo subito: quelli che sono conosciuti come Biscotti di Prato, non sono nati a Prato e tanto meno non possono essere scambiati per Cantucci". Toglie così ogni dubbio al riguardo Marco Ferri con il suo libro "La vera storia dei Cantucci".

Oggi Cantucci e Biscotti di Prato sono due termini utilizzati in egual modo, anche dagli stessi toscani, quando vogliono far riferimento ai loro tanto amati biscottini alle mandorle, che si sposano in modo perfetto ad un altrettanto tipico prodotto toscano, il famoso Vin Santo.

Purtroppo questo è un grande errore, in quanto i Cantucci sarebbero grossi biscotti rustici di pasta di pane arricchita di olio d'oliva e di semi di anice, mentre i Biscotti di Prato, di cui la prima ricetta documentata è conservata nell'archivio di stato di Prato sotto il nome di "Biscotti alla genovese", dopo essere stati sottoposti a diverse modifiche relativamente alla loro preparazione, nel '900 grazie al pasticciere Antonio Mattei raggiungono la loro popolarità con la ricetta che tra le altre comprende l'utilizzo di mandorle e che è rimasta invariata fino ad oggi. Lo stesso Mattei portò i biscotti all'esposizione universale di Parigi del 1867, ottenendo una menzione speciale, facendo così diventare Prato la città prima sostenitrice di questa nuova ricetta.

Ricapitolando, questi biscotti originariamente detti alla genovese, famosi prodotti tipici di Pisa, grazie alla ricetta del pasticciere Antonio Mattei, originario di Prato, raggiungono la loro notorietà a discapito dei veri Cantucci che nella loro antica versione sono quasi del tutto scomparsi passando il testimone, ed erroneamente anche il nome, ai Biscotti di Prato oggi riconosciuti un prodotto agroalimentare tradizionale (PAT).

Si pensa che questo disguido di nomi, sia nato dal fatto che sull'antica insegna del Biscottificio di Antonio Mattei, si trovava scritto appena sotto al nome del negozio: "Fabbricante di Cantucci", che originariamente erano veramente il biscotto più prodotto. Successivamente con l'aumento della produzione dei Biscotti di Prato a discapito di quella dei Cantucci, l'insegna non venne cambiata, portando probabilmente la gente a chiamare "Cantucci" anche i nuovi biscotti.



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