ROSSO PICENO E ROSSO PICENO SUPERIORE.



Al Rosso Piceno è stato riconosciuto il marchio DOC, denominazione di origine controllata nel 1968, ma la sua storia risale a molto tempo prima, tanto che il poeta Latino Polibio lo cita raccontando delle imprese di Annibale e di quando lo utilizzò per dar forza ai suoi cavalli frizionandoli con il Rosso Piceno invecchiato.

E' il risultato di una miscela tra Montepulciano e Sangiovese, dove, come previsto da una disciplinare specifica, la percentuale di Montepulciano varia dal 35% al 85%, mentre quella del Sangiovese dal 15% al 50%. Possono inoltre essere utilizzati, fino ad un massimo del 15%, tutti i vigneti rossi raccomandati e autorizzati dalle rispettive province di coltivazione.

La zona di produzione per il Rosso Piceno Doc si estende tra le province di Ancona, Macerata e ovviamente Ascoli Piceno, mentre per quanto riguarda il Superiore è limitata a soli 13 comuni tutti all'interno di Ascoli Piceno.

Il Rosso Piceno Doc si presenta di colore Rosso Rubino e a primo impatto può forse risultare diverso dal suo finale comunque fruttato. Si differenzia dal Rosso Piceno Superiore in quanto quest'ultimo necessita di un ulteriore periodo di maturazione in legno, che lo arricchisce donandogli gusti più netti e un carattere unico. La maturazione per la tipologia Superiore è di 12 mesi obbligatori e in annate particolari il vino può essere consumato anche dopo 5 anni.

Vengono serviti a una temperatura che varia dai 15 gradi fino ad arrivare ai 18 gradi per il Piceno Superiore.

Si accompagnano benissimo a salumi e formaggi tipici, carni e cibi leggermente piccanti.

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