RAVIGGIOLO DELL'APPENNINO TOSCO - ROMAGNOLO.




Ieri, come immaginavo ho acceso una calda discussione, una di quelle che i veri romagnoli sanno fare, quando l'argomento in questione sono i Cappelletti.
Il giorno prima abbiamo invece parlato di Casa Artusi e di Pellegrino Artusi, idolo indiscusso in campo culinario.
Oggi non potevo non parlare del Raviggiolo dell'Appennino tosco-romagnolo, un raro latticino, prodotto con latte vaccino crudo e caglio, eletto un presidio Slow Food in Italia e riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale dell'Emilia Romagna (PAT).

Vi starete chiedendo perché nominare questo formaggio proprio in relazione agli altri due post, bene, Pellegrino Artusi ne "La Scienza in Cucina e l'Arte di Mangiar Bene" indica proprio il Cacio Raviggiolo uno tra gli ingredienti per la preparazione dei "Cappelletti all'uso di Romagna".

E' formaggio bianco, tenero e delicato, dal sapore tendente al dolce, con una stagionalità che va da Ottobre a Marzo e si mantiene solo pochi giorni in frigo, per cui è necessario, se desideriamo comprare il vero Raviggiolo dell'Appennino tosco-romagnolo, provvedere al suo acquisto direttamente nella zona di produzione, magari tra Santa Sofia, Premilcuore e Modigliana tutte in provincia di Forlì-Cesena.

Questo formaggio però non è l'unico ingrediente nella lista prevista per la preparazione dei "Cappelletti all'uso di Romagna" infatti, e non me ne vogliano a male tutti i ravennati come me, Pellegrino Artusi nella sua ricetta prevede anche l'utilizzo della carne.


Ora prima di farvi arrivare a conclusioni affrettate o commenti istintivi, cari amici, vi inviterei ad una cena tutti assieme a Casa Artusi, poi a pancia piena, che si discute sempre meglio, possiamo parlarne.

Detto questo, volevo solo farvi notare di come siano sensibili alle piccole variazioni anche le culture alimentari di una stessa zona e di come a volte, dietro ad uno stesso nome, possano nascondersi mille sfumature differenti.

Ricordate, il vero cuoco, la ricetta originale non la rivela mai o a volte ne omette alcuni passaggi, forse perché una ricetta "originale" non esiste.


anna_maria_fabbri