CENTRO OLISTICO SORGENTE.



Sono alla ricerca di ristoranti che prestino una particolare attenzione per l'ambiente, e quindi posso "rischiare" di ritrovarmi in posti bellissimi come il "Centro Olistico SORGENTE" tra i colli di Cesena.

Arriviamo con un forte ritardo dall'orario in cui avevamo prenotato, ma l'immensa pacatezza e i sorrisi che ci accolgono ci lasciano quasi spiazzante.

Un centro che sa di casa, la propria casa, un po' per la sua struttura, un po' per come si viene accolti, propone tra i tanti corsi di yoga, meditazione, sedute individuali di osteopatia, podologia e inoltre un'erboristeria che comprende la vendita di prodotti bio.



La sala era vuota, ma i tavoli attorno al nostro non erano ancora stati sparecchiati e lasciavano capire che qualcuno aveva cenato. Rimanevamo comunque le uniche in sala, e quando il signore è venuto a portaci i menù ci ha spiegato con entusiasmo che la serata a scopo di beneficienza, organizzata in una sala sopra al ristorante, dedicata alla distribuzione dei doni da un finto Babbo Natale, era andata benissimo e che i bambini avevo creduto fosse stato davvero Babbo Natale ad arrivare con la slitta. E' semplicemente bellissimo sentire parlare con entusiasmo le persone in relazione a quello che fanno o organizzano.

Torniamo alla cucina, il menù in stile romagnolo, prevede opzioni per tutti, includendo vegetariani e vegani e noi, che siamo qui per provare qualcosa di diverso, ci affidiamo alla scelta di due gran classici romagnoli in versione vegana, gli Strozzapreti alle verdure e i Cappellacci verdi tartufo e noci. 


Ovviamente per il bere ci affidiamo ad un loro Sangiovese che il signore ci tiene a precisare sia senza solfiti.


Per ingannare l'attesa ci offrono una schiacciatina e all'arrivo dei piatti, veniamo lasciate sole in sala, come per non voler disturbare la nostra cena. 

Avrei sfidato chiunque ad assaggiare i Cappellacci verdi e sostenere che non fossero ottimi, poi ovviamente solo successivamente avrei fatto notare che erano Cappellacci vegani, per cui con pasta sfoglia senza l'aggiunta di uova e un ripieno a base di riso e non di formaggio vero.

 

La parte più bella è stata quando il signore, un romagnolo che pure non avendo mai smesso del tutto di mangiar carne è risultato molto aperto come mentalità a questa nuovo modo di alimentarsi, si è affiancato al nostro tavolo e ci ha spiegato cosa intende lui per biologico. Ci ha spiegato che tutti i loro prodotti sono prodotti certificati biologici, ma ci siamo trovati a parlare di una cosa che ho sempre sostenuto e che da senso a questo mio viaggio culinario, che da il senso a questo blog. Lui, come me, sostiene che non conta la scritta bio, e non conta aver neppure tutte le certificazioni del caso se poi manca il buonsenso e il rispetto, che nessuna istituzione ti impone, ma che uno o ce l'ha o non ce l'ha. Ci ha confidato di avere un piccolo orti ad uso famigliare, in cui non usa concimi da tantissimo tempo, pure facendo la guerra quotidianamente con le lumache a cui piace moltissimo la sua insalata. Non si puo' certificare come agricoltura biologica la sua, non è riconosciuta, ma a mio avviso il suo buonsenso e il suo rispetto fanno si che sia forse un'agricoltura migliore di molte agricolture biologiche e io apprezzo questo modo di pensare e sono alla ricerca di persone come lui.

Sul finire ci offre un piatto di biscotti fatti da loro, senza burro e senza uova fatti con pasta madre e due grappe rigorosamente di loro produzione al mirtillo e pino, da loro raccolti sulle Dolomiti, ovviamente prive di solfiti.




anna_maria_fabbri